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Il cavalluccio di Semplicio
C’era una volta, Semplicio un bambino spensierato che viveva vicino al castello del Re, vedeva ogni giorno passare al galoppo i cavalli coi cavalieri della corte, che con le loro lunghe zampe alzavano un gran polverone … sembrava che volassero su una nuvola.
Sognava di diventare un vero cavaliere e vivere tante avventure … lo zio gli regalò un cavalluccio di legno per il suo compleanno.
Un giorno Semplicio non si accorse che per imitare i cavalieri del re, aveva galoppato sin sotto il portone del castello … il principino viziato, si affacciò e vedendolo cominciò a fare uno dei suoi capricci reali, e con la prepotenza gli tolse il giocattolo, ma lo gnomo Leopoldo pensò lui a rimettere le cose al loro posto …
Oltre ai personaggi interpretati dai burattini, un grande libro illustrato in scena stimola il piacere di leggere, a sfogliarlo è la narratrice che racconta la storia arricchendola di considerazioni prendendo spunto proprio dai commenti dei bambini: l’amicizia del bambino con il cavalluccio evoca in ognuno i propri legami affettivi con gli animali preferiti, il nome stesso del bambino Semplicio denota e risveglia l’innata capacità dei bambini di giocare … semplicemente, la prepotenza esercitata dal principino e l’ingiustizia subita dal protagonista li coinvolge in maniera naturale ed educativa, suscitando reazioni molto intense.
Il finale fiabesco entusiasma, commuove e restituisce giustizia premiando i buoni principi.











